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Pubblicata il 6 aprile 2017

Emergenza profughi

Territorio della Città Metropolitana di Bologna: Malalbergo fa la sua parte.
Aggiornamento al 6 aprile 2017.

Negli ultimi giorni si sono ulteriormente intensificati gli sbarchi di migranti sulle coste italiane, con la conseguente necessità di suddividere e trasferire i richiedenti asilo nei territori regionali.

La Prefettura di Bologna si trova ad affrontare pressoché quotidianamente l'urgenza di reperire soluzioni per l'accoglienza dei migranti assegnati alla Città Metropolitana di Bologna.

Ed anche di fronte a questa nuova emergenza, l'Amministrazione comunale di Malalbergo conferma il proprio atteggiamento di assunzione di responsabilità.

Come anticipato nel precedente comunicato del mese di marzo, il Comune di Malalbergo ha scelto di puntare su un sistema di accoglienza mirato alla integrazione del cittadino straniero già riconosciuto titolare di protezione internazionale: questa tipologia di accoglienza permette di valorizzare gli ospiti come risorsa per la comunità locale,  evitando in questo modo le situazioni di tensione che possono crearsi nelle ospitalità di prima emergenza.

Proprio per questo, sono in corso contatti con la Prefettura ed il Distretto Pianura Est per l'attivazione sul territorio comunale di una decina di posti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in modo da raggiungere approssimativamente la quota dei 29 posti per richiedenti asilo definita per il Comune di Malalbergo dagli ultimi accordi tra Anci e Ministero dell'Interno.

In coerenza con questa impostazione, l'Amministrazione comunale ha aderito con deliberazione di Giunta n. 10 del 16 marzo 2017 al progetto SPRAR per l'area metropolitana che sarà bandito dal Comune di Bologna, con accesso a finanziamenti ministeriali. Si ricorda che il sistema SPRAR è profondamente diverso dalla accoglienza straordinaria di prima emergenza: prevede infatti l'accoglienza di stranieri che hanno già ottenuto lo status di rifugiato a completamento di un lungo e complesso iter burocratico di valutazione e che vengono accolti in centri di piccole dimensioni dove viene svolto un lavoro concreto finalizzato alla integrazione sociale ed alla formazione lavorativa, attraverso corsi di italiano, ricerca di occupazione e sostegno a percorsi di autonomia. Gli eventuali immobili oggetto di ricerca da parte della Prefettura per dare ospitalità ai rifugiati saranno ristrutturati, se necessario, con fondi ministeriali: nessuna spesa ricadrà sul Comune di Malalbergo, che sarà invece destinatario di contributi pubblici nell'ipotesi di attivazione di posti SPRAR.

Per quanto riguarda i 15 stranieri presenti nel centro CAS (Centro Accoglienza Straordinaria) di Via Chiavicone ad Altedo, il gestore Lai Momo coop sociale prosegue nella attività di gestione e supporto.  Ad oggi, 3 ospiti sono entrati in possesso del permesso di soggiorno per richiesta di asilo, mentre gli altri ospiti sono in attesa del rilascio del titolo di soggiorno dalla Questura. I 3 stranieri che hanno ottenuto il documento di soggiorno verranno presto inseriti in attività di volontariato, grazie anche alla collaborazione delle associazioni locali.

Auspichiamo che tutti i Comuni che ancora non hanno attivato alcun tipo di accoglienza per migranti sui propri territori seguano gli esempi virtuosi di altri Comuni impegnati da anni nell'accoglienza ed integrazione di stranieri richiedenti asilo. Citiamo a titolo esemplificativo i Comuni di Bentivoglio, Budrio, Castello d'Argile e Granarolo dell'Emilia, cui ci siamo ispirati a nostra volta. 

Confermando la volontà di perseguire la massima trasparenza e diffusione dell'informazione, proseguiremo l'aggiornamento in tempo reale alla cittadinanza sugli sviluppi dei contatti in corso.


Il Sindaco
Monia Giovannini
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Pubblicato nel febbraio 2017
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