Condividi

Il NavileAl giorno d'oggi e fin dal 1960, il Canale Navile è tombato in prossimità del paese di Malalbergo; questo canale è utilizzato solo per l'irrigazione dei campi, oltre a servire come contenitore per gli scarichi fognari di una parte di Bologna.

Originariamente, intorno al 1191 una società di proprietari di Mulini detti "Ramisani" costruì nel Reno, a Casalecchio una chiusa che consentì di deviare una parte delle acque del fiume Reno verso la città e di farvele entrare attraverso un sistema di canalizzazione. Poco dopo il Reggimento del comune ricostruì la chiusa di Casalecchio più alta e provvide a introdurre in città un nuovo ramo del canale, facendolo passare nel luogo dove ora sorge la Madonna della Grada e scaricandolo nel tratto del vecchio letto dell'Aposa chiamato Cavaticcio. Di qui le acque provenienti dal Reno furono convogliate in un alveo abbandonato del fiume Savena che toccava la località chiamata Beverara e si prolungava oltre Corticella, verso le terre basse, fino a livellarsi col piano delle paludi.

Nel 1292 il Navile dovette essere ricostruito completamente fra Pegola e Malalbergo e proprio in quest'ultima località fu costituita la possibilità di saldare l'ultimo tratto della cosiddetta "navigazione superiore" con il Canal Morto (navigazione inferiore) e quindi di collegare Bologna e Ferrara per via d'acqua.

Da questo momento in avanti si assisterà ad un costante aumento del traffico di merci e passeggeri sul Navile che porterà ricchezza e prosperità economica prima a Pegola (originaria sede della dogana tra Stato Pontificio e Ducato Estense), poi a Malalbergo, definitiva sede della "Gabella Grossa" e ultimo porto fluviale del regno dei papi verso nord.

Nel 1301 la distruzione per ordine del senato bolognese di alcuni mulini ad acqua alla Pegola che ostacolavano la navigazione determinò la necessità di nuove riparazioni.

Nel 1491-93 furono costruiti due sostegni nelle vicinanze di Bologna: quello del Battifero e quello del Grassi. Il nuovo alveo del Canale fu chiamato "Fossetta".

Quanto fosse importante la navigazione, si capisce anche dalla mai risolta "questione delle acque", che ebbe lunghissimi strascichi e che trovò in posizioni sempre contrastanti i Ferraresi e i Bolognesi.

Già nel 1271 si era verificato un episodio storico, che rivela qual era la potenza di Bologna in quel periodo e com'era importante la navigazione per i Bolognesi. Il fatto è la sconfitta che Bologna inflisse sul "liquido elemento" alla Serenissima Repubblica di Venezia. Fu una battaglia che oltre a sancire una necessità vitale per i Bolognesi, si riallacciava strettamente alla difesa di un principio giuridico: la libertà dei mari.

L'importanza economica e politica del canale Navile e del porto di Malalbergo crebbero per tutto il XVI secolo, come testimoniano anche l'ampliamento del porto e del palazzo della Gabella Grossa (oggi chiamata "Casermone"), ma cominciarono lentamente a decrescere a partire dal 1604, anno in cui le acque del Reno furono deviate nella valle Sammartina.

Nel 1600 e nel 1700 le continue rotte del Reno e gli allagamenti invernali crearono una considerevole estensione delle valli di Poggio e di Malalbergo danneggiando l'agricoltura ma soprattutto rendendo sempre meno praticabile e sempre più difficoltosa la navigazione sul Navile: i traffici commerciali fra Bologna e Ferrara si affievolirono, preferendo i mercanti bolognesi dirigersi verso Modena, Ravenna e Firenze e quelli ferraresi verso Padova, Verona e Mantova.

Il porto di Malalbergo perdette rapidamente la sua importanza fino a scomparire nel corso del 1800, quando il Navile fu usato soltanto a scopi irrigui e per il trasporto locale dei prodotti dell'agricoltura su piccole imbarcazioni trainate da cavalli dette "Burchielli".

Nel 1800 il Navile a Malalbergo si divideva in due rami: uno circondava il centro abitato di Malalbergo, l'altro attraversava via Selciato; si univano in prossimità del cimitero attuale.

Si ha notizia del fatto che ai primi del 1900, molti Bolognesi parteciparono ad una gita in barca sul Canale Navile organizzata dal famoso libraio Ernesto Martelli; il programma della gita comprendeva: colazione a bordo, sosta a Bentivoglio con visita al castello e, giunti a Malalbergo si sarebbe organizzata una gara di caccia e di pesca. Questa gita fu accolta dai Malalberghesi con entusiasmo infatti quando i visitatori arrivarono ad aspettarli c'era il Corpo Bandistico Malalberghese. Tutto finì con una colossale mangiata e bevuta. Abbiamo la certezza che ancora nel 1925 era possibile navigare ininterrottamente da Ravenna a Bologna, infatti nel 1925 la scuola nautica "Casa Matha" di Ravenna organizzò un'impresa singolare: raggiungere Bologna attraverso i vari canali del territorio. Le barche coinvolte in quest' impresa dovettero passare per Malalbergo, dato che era un paese intermedio tra le due città.

Nel 1950 fu fatto uno svaso del Canale Navile, i braccianti e le mondine tolsero l'acqua dal Navile aprendo le chiaviche e facendone andare le acque nel Lorgana e nelle risaie e tolsero i detriti con delle carriole. Questo lavoro venne fatto durante la notte perché le autorità del governo non avevano acconsentito, e fu organizzato dalla camera del lavoro locale. Nonostante le ripetute richieste, quel lavoro non è mai stato retribuito. Anche ora le sponde del Canale Navile sono piene di detriti mentre una volta erano le barche che mantenevano puliti i lati, muovendo l'acqua.
width=
Anagrafica dell'Ente
Comune di Malalbergo
Piazza dell'Unità d'Italia 2
40051 Malalbergo (BO)
Tel. centralino 051.662.02.11
PEC: comune.malalbergo@cert.provincia.bo.it
Codice Fiscale: 80008310379
Partita IVA: 00701931206

Accessibilità
Questo sito, interamente gestito con il CMS i-Plug, è accessibile a tutti gli utenti poiché il codice che lo sostiene è compatibile con le direttive del W3C che definisce gli standard di sviluppo per il web.
XHTML1.0 - Mobile friendly

Crediti
La redazione e la gestione di questo sito è a cura dell'URP del Comune di Malalbergo.
Pubblicato nel febbraio 2017
Sito realizzato da Punto Triplo

Area riservata