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Un patrimonio di flora e di fauna nelle zone umide del territorio.

Il territorio del Comune di Malalbergo vede attualmente sei zone umide permanenti, due in territorio di Malalbergo, due in territorio di Pegola e due in territorio di Ponticelli. Cinque sono denominate “Aziende Faunistiche Venatorie”, la sesta è detta “Oasi di protezione della Fauna Selvatica”; hanno funzione di ripopolamento, riproduzione faunistica ed anche di sfruttamento venatorio controllato ed approvato dalla Provincia; naturalmente, anche dal punto di vista della flora tipica e della vegetazione, esse costituiscono dei notevoli centri propulsivi per la ricostruzione dei vecchi “habitat” naturali.
Nelle vicinanze del Capoluogo, precisamente a nord-est, si estende l'antica “Valle La Comune” che occupa una superficie di circa novanta ettari, compresa la parte boschiva.
Confinante con questa, ma a sud, divisa da un tratto del canale Lorgana, c'è la “Valle Grande” situata all'interno dell'azienda della “Pia Opera della Propagazione della Fede” che occupa una superficie di circa quarantacinque ettari, oggi gestita dalla società “ALBO s.r.l.”.
A nord di Pegola si distende la “Valle Ercolana”, situata all'interno dell'azienda omonima, quasi a metà strada fra la vecchia chiesa di Pegola ed il centro di Malalbergo, vicina ai canali di scolo Tombe e Calcarata ma un po' distante dalla S.S.64 “Porrettana”, la quale misura circa una trentina d'ettari.
La quarta “valle”, che copre una superficie di circa quindici ettari, costituisce una parte dell'azienda Bortolan da cui prende direttamente il nome; confina con l'azienda Ercolana e si trova nel territorio di Pegola.
La “Valle Tombe” si trova nelle vicinanze della località “Ca' Bianca” sulla strada Malalbergo–Ponticelli ed ha una superficie complessiva di cinquantacinque ettari, distribuiti nei territori comunali di Malalbergo e San Pietro in Casale.
I “Bacini dell'ex zuccherificio” si estendono sul territorio malalberghese (a differenza dello stabilimento che invece sorge nel territorio di San Pietro in Casale), tra il Canale Navile e via del Chiavicone, nei pressi di Ponticelli, ed occupano una superficie di circa quarantotto ettari.
Se la “Valle La Comune” ha sempre mantenuto quelle caratteristiche che ancora oggi la contraddistinguono, le altre “valli” sono state ripristinate in questi ultimi vent'anni; la prima azienda che ha eseguito interventi di ripristino delle zone vallive, riportando i terreni a com'erano prima della loro bonificazione, è stata quella dell'Ercolana, seguita dall'azienda “Propagazione della Fede”, quindi dall'Azienda Bortolan.
In questi ambienti, ricchi di boschi idrofili, si possono ammirare di nuovo alcune piante che erano diventate assai rare, oggi però tornate a crescere rigogliosamente; sono riapparse pure alcune specie di animali che erano scomparse da svariati anni, ossia da quando dal territorio scomparvero prima le vecchie valli, quindi le risaie ed infine la coltivazione di un'erba palustre chiamata localmente “erba sala”, ovvero il “Carice delle rive” (appartenente alla famiglia delle Ciperacee, come il “salino” o “zudlìne”, il “salistrone” o”zudlinòn” e la “paviera”), da cui si otteneva un materiale adatto per impagliare le sedie o avvolgere fiaschi, per far posto a coltivazioni che sfruttavano il terreno “asciutto”, come cereali, o erba medica, oppure frutteti.
Il paesaggio che incontriamo nelle “valli” è molto simile a quello dei boschi planiziari, che in passato caratterizzavano questi luoghi. Vi sono piccole paludi, più o meno profonde, occupate da canneti che si alternano a strisce di terreno asciutto dove crescono pioppi, salici, olmi e farnie; vi sono anche alcuni esemplari di ontani neri ed arbusti di salice grigio. Non mancano i gelsi e tante altre varietà di alberi e di piante arbustive. Si possono ammirare giunchi, ranuncoli, euforbie e veroniche. Inoltre, nella vasca retrostante la casa del guardiano presso la “Valle La Comune”, crescono i fior di loto, assai rari nel territorio
bolognese. Fra le canne e gli alberi di questa valle nidifica da svariati anni una colonia di aironi e sui vicini salici si possono ammirare numerosi nidi di nittìcore; sui rami più alti dei pioppi vi sono enormi nidi di airone cenerino. Gli “abitanti” delle valli sono numerosissimi: ricordiamo, tra le tantissime specie di uccelli, lo svasso maggiore, il fischione, la moretta, il germano reale, la marzaiola, il mestolone, il martin pescatore, l'airone bianco, l'airone cenerino e l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, il cavaliere d'Italia, il pendolino, la cicogna, l'albanella, il gheppio, il gufo, la civetta, il falco di palude, la gazza, la capinera, la cinciallegra, l'allodola, il migliarino di palude; in questo “habitat” non mancano poi diverse specie di roditori, di anfibi, di rettili e di insetti. Da pochi anni, invero, c'è stato un gradito ritorno: hanno fatto la loro ricomparsa sul territorio le “spatole”, uccelli simili alle cicogne, con un caratteristico becco dall'apice appuntito a forma di spatola (da cui appunto prendono il nome), che mancavano da ben trecento anni.
Inoltre, sempre la “Valle La Comune” ospita per alcuni giorni all'anno una cicogna nera che viene qui a riposarsi ed a rifocillarsi durante il suo periodo di migrazione.
Dal 2003, in accordo ed in collaborazione con i proprietari ed i gestori delle quattro Aziende Faunistico Venatorie e con la collaborazione del “Centro Agricolturambiente Giorgio Nicoli”, il Comune di Malalbergo organizza una serie di visite guidate che consentono, a chiunque lo voglia, di osservare, conoscere ed apprezzare queste “zone umide”; esse tendono inoltre a favorire un forte legame con la natura, l'ambiente ed il territorio nella sua globalità.
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Pubblicato nel febbraio 2017
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